Far giocare un robot per farlo apprendere, è quello che stanno facendo i ricercatori del MIT di Boston. In un articolo appena pubblicato su Science Robotics, hanno descritto la loro ricerca che ha visto cimentarsi per la prima volta un robot ad una partita di Jenga. Il classico gioco dei mattoncini dove vince chi riesce a spostare più mattoncini senza far crollare la torre.

Lo studio nasce dal tentativo di migliorare le capacità oculo-manuali dei robot. Infatti, ad un bambino viene naturale organizzare i suoi movimenti in base a ciò che lo circonda già da tenera età, mentre per un robot, questo coordinamento risulta molto più complesso.
Il problema non è la capacità del robot di interagire con gli oggetti e movimentarli nello spazio; anzi se teniamo presenti le catene di produzione industriale, vediamo che i robot sono in grado di manipolare, tagliare, spostare, ruotare oggetti molto più velocemente e con maggiore precisione di qualunque essere umano. Il problema nasce se le operazioni e le interazioni tra l’oggetto e la macchina non sono state programmate precedentemente con grande precisione. Qui interviene l’intelligenza artificiale, cioè quella parte della scienza che cerca di dotare i robot, quindi meccanismi fatti da parti hardware e software, delle capacità di muoversi e adattarsi alle situazioni senza una pre-programmazione.

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